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Dai sensi all’Anima: entrare in risonanza con la Natura

13 set
Tempo di lettura: 5 min

Il bosco non è soltanto un luogo da osservare. Può diventare uno spazio nel quale percepire, ascoltare e incontrare parti profonde di noi stessi.


Quando entriamo in un bosco, ancora prima di formulare un pensiero, qualcosa è già iniziato.

La luce attraversa le fronde e raggiunge i nostri occhi. Il vento muove le foglie e genera suoni. L’aria porta con sé l’odore della terra, del legno, delle resine. La temperatura cambia sulla pelle. I piedi percepiscono la consistenza del terreno. Il corpo incontra continuamente il mondo attraverso una quantità enorme di informazioni.

La Natura arriva a noi attraverso i sensi.

Ed è proprio da qui che parte Forestling.



I sensi: le porte di accesso verso il mondo

Vista, udito, olfatto, tatto e gusto rappresentano alcune delle principali vie attraverso le quali entriamo in relazione con ciò che ci circonda.

A queste possiamo affiancare percezioni meno evidenti ma altrettanto importanti: la propriocezione, attraverso cui sentiamo la posizione del nostro corpo; l’interocezione, che ci permette di percepire segnali provenienti dall’interno dell’organismo; il senso dell’equilibrio e del movimento.

Il nostro organismo è, in altre parole, costantemente in relazione con l’ambiente.

Eppure, nella quotidianità, gran parte di questa straordinaria capacità percettiva rimane sullo sfondo.

Siamo spesso impegnati a pensare, anticipare, ricordare, interpretare, risolvere. Possiamo attraversare un luogo senza averlo realmente visto, ascoltare senza aver realmente sentito, toccare senza essere pienamente presenti al contatto.

Il bosco offre la possibilità di invertire temporaneamente questa direzione.


Dalla mente che cerca continuamente qualcosa, ai sensi che ricevono ciò che è già presente.

Per questo, nelle esperienze Forestling, uno dei primi passaggi consiste nel rallentare e riportare progressivamente l’attenzione alla percezione.

Non si tratta semplicemente di “guardare meglio” il bosco.

Si tratta di tornare ad abitare i propri sensi.


Il cervello: elabora, integra e interpreta

Ciò che percepiamo attraverso i sensi non costituisce ancora, da solo, la nostra esperienza.

Il cervello riceve e integra continuamente informazioni provenienti dall’esterno e dall’interno del corpo, le confronta con ciò che già conosce, attribuisce rilevanza, costruisce interpretazioni e orienta le nostre risposte.

Per questo due persone possono trovarsi nello stesso bosco e vivere esperienze profondamente differenti.

Un albero caduto può essere percepito da qualcuno come disordine, da un altro come trasformazione, da un altro ancora come rifugio per nuove forme di vita.

Il bosco è lo stesso.


L’esperienza che ne facciamo, invece, è personale.

Qui si apre un territorio particolarmente interessante per il coaching esperienziale in Natura.

Diventare consapevoli di come osserviamo il mondo significa iniziare a riconoscere anche i nostri filtri: aspettative, memorie, convinzioni, emozioni, bisogni e modalità abituali di interpretazione.

La Natura, in questo senso, può diventare uno straordinario spazio di osservazione di sé.


Dal percepire all’ascoltare

Forestling introduce però un ulteriore passaggio.

Dopo aver rallentato e portato l’attenzione ai sensi, possiamo iniziare a ridurre progressivamente il bisogno di interpretare immediatamente ciò che incontriamo.

Non tutto deve essere spiegato.

Non tutto deve diventare una metafora.

Non tutto deve produrre una risposta.

Possiamo semplicemente rimanere presenti.

Ascoltare.

Respirare.

Lasciare che un luogo ci raggiunga prima di decidere che cosa significhi per noi.

È una differenza sottile, ma fondamentale.


Percepire significa ricevere. Ascoltare significa creare spazio.

Ed è spesso dentro questo spazio che la relazione con la Natura cambia qualità.


Il silenzio come spazio di relazione

Il silenzio è uno dei pilastri di Forestling.

Non viene utilizzato semplicemente come assenza di parole, ma come uno spazio nel quale diminuire progressivamente il rumore delle interpretazioni e ampliare la capacità di ascolto.

Quando accompagno una persona nel bosco, considero importante non riempire continuamente l’esperienza con spiegazioni, indicazioni o domande.

Anche chi accompagna deve imparare a farsi da parte.

Il bosco ha bisogno di spazio.

La persona ha bisogno di spazio.

Il processo ha bisogno di spazio.

Nel silenzio può diventare più evidente ciò che il corpo sta comunicando, ciò che un’emozione sta muovendo, ciò verso cui spontaneamente si dirige l’attenzione.

Ed è qui che il bosco può smettere di essere semplicemente lo scenario dell’esperienza e diventare parte della relazione.


Quando la Natura diventa risonanza

La parola che utilizzo spesso per descrivere questo passaggio è risonanza.

Non intendo attribuirle necessariamente un significato fisico o scientifico.

Nel linguaggio di Forestling, essere in risonanza significa percepire che qualcosa che incontriamo nella Natura entra profondamente in relazione con qualcosa che sta accadendo dentro di noi.

Un albero può richiamare stabilità.

Un corso d’acqua può far emergere il tema del lasciare andare.

Un sentiero che si divide può risuonare con una scelta.

Una radice esposta può riportarci al tema dell’appartenenza.

Una radura può essere vissuta come apertura.

Non è necessario che questi significati siano universali.

Anzi.


Ciò che conta è la relazione unica che nasce, in quel momento, tra quella persona e ciò che sta incontrando.

Forestling non chiede alla Natura di darci risposte.

Crea le condizioni perché possiamo ascoltare ciò che emerge dentro di noi mentre siamo in relazione con essa.


E poi c’è l’Anima

Esiste infine una dimensione che scelgo consapevolmente di lasciare aperta.

Possiamo descrivere con la fisiologia molti processi attraverso i quali percepiamo l’ambiente.

Possiamo comprendere il ruolo del cervello, dell’attenzione, del corpo e delle emozioni.

Ma l’essere umano non vive soltanto attraverso ciò che riesce a spiegare.

Esiste anche l’esperienza soggettiva del significato, della meraviglia, dell’appartenenza, della trascendenza.

È qui che, nel mio modo di vivere Forestling, trova spazio la parola Anima.

Non come concetto da dimostrare.

Non come verità da imporre.

Ma come possibilità di nominare quella parte profonda dell’esperienza umana che, talvolta, percepisce qualcosa prima ancora che la mente riesca a tradurlo in parole.


L’Anima è, per me, il luogo interiore della risonanza.

Quel luogo nel quale possiamo sentire profondamente di appartenere a qualcosa di più grande del nostro pensiero individuale.


Essere in risonanza profonda con la Natura

Forse è proprio questo il movimento che cerco di facilitare attraverso Forestling:


SENSI le porte di accesso verso il mondo.

CERVELLO elabora, integra e interpreta.

CORPO percepisce, reagisce e ci parla.

SILENZIO crea lo spazio per ascoltare.

ANIMA può entrare in risonanza profonda con la Natura.


Non considero questi livelli separati.

Li immagino piuttosto come dimensioni diverse della stessa esperienza umana.

Il corpo sente.I sensi ricevono.Il cervello integra.La coscienza osserva.Il silenzio amplia.L’Anima attribuisce un significato che appartiene intimamente alla persona.

Ed è proprio per questo che entrare in un bosco può diventare qualcosa di molto diverso dal fare semplicemente una passeggiata.


Forestling: dalla Natura osservata alla Natura vissuta

Forestling nasce anche da questa visione.

Non portare semplicemente le persone nella Natura, ma accompagnarle progressivamente verso una relazione con la Natura.

Attraverso la lentezza.

Attraverso i sensi.

Attraverso il corpo.

Attraverso il silenzio.

Attraverso metafore che emergono dall’esperienza, anziché essere imposte.

E soprattutto attraverso uno spazio di ascolto nel quale ciascuno possa incontrare ciò che è pronto a incontrare.

Perché forse il passaggio più profondo avviene proprio quando smettiamo, per qualche istante, di considerare il bosco come qualcosa che sta davanti a noi.

Respiriamo l’aria prodotta e trasformata dalla vita che ci circonda. Camminiamo sulla terra. Sentiamo la temperatura, la luce, l’umidità, il vento. Il nostro organismo è continuamente in relazione con l’ambiente.

La separazione che percepiamo tra “noi” e “Natura” diventa allora meno netta.

E può emergere una consapevolezza semplice, concreta e allo stesso tempo profondamente spirituale:


non siamo soltanto persone che fanno esperienza della Natura.Siamo Natura che, attraverso il corpo, i sensi e la coscienza, torna a fare esperienza di sé.


🌲 FORESTLING

Percorsi in risonanza con la Natura

 
 
 

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FORESTLING di Arno Cardini

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