L'Islanda abbraccia gli alberi: "Mandate in quarantena la solitudine"

di RAFFAELLA SCUDERI per Repubblica.it

Il servizio forestale del Paese ha liberato i percorsi dei parchi, contrassegnandoli con le distanze di sicurezza, per consentire alle persone di scegliere un albero e abbracciarlo: "È una meravigliosa sensazione di relax".

"Non abbracciatevi, non toccatevi, state distanti almeno un metro l'uno dall'altro, non create assembramenti". Ci stiamo dimenticando la bellezza e il calore umano che dà il contatto. E ci manca. Il servizio forestale islandese ha trovato una soluzione: abbracciare gli alberi per cinque minuti al giorno. Di qualsiasi specie e dimensione. E la popolazione ha seguito volentieri il suggerimento.



"Ho appoggiato la guancia al tronco e ho sentito calore e vibrazioni che dall'albero mi entravano dentro". Convinte del beneficio del contatto fisico con la natura, le guardie forestali si sono impegnate a pulire i percorsi della foresta nazionale di Hallormstad, una delle più grandi riserve, per consentire ai visitatori di passeggiare in sicurezza e trovarsi il "proprio compagno d'abbracci". Nell'osservanza del distanziamento sociale, hanno anche contrassegnato gli spazi di due metri.

L'Islandic Forest Service (IFS) sostiene che passare almeno cinque minuti al giorno ad abbracciare gli alberi è un ottimo modo per "mettere in quarantena la solitudine". Può sembrare una pratica bizzarra, ma i ricercatori sostengono che è una valida via al benessere. "Quando abbracci un albero, lo senti prima nelle dita dei piedi, poi su per le gambe e nel petto, e poi in testa", ha detto Finór Porfinnsson, il responsabile forestale dell'Islanda orientale, all'emittente pubblica Ruv. "È una meravigliosa sensazione di relax e ti prepara a un nuovo giorno e a nuove sfide". Aggiungendo: "Non scegliete il primo che vi capita. Ce ne sono tanti. Qualsiasi tipo o dimensione può essere quello giusto. Chiudete gli occhi quando lo abbracciate".


I giapponesi sanno bene cosa vuol dire immergersi nella natura. Shinrin-yoku è un'antica pratica terapeutica che lettaralmente significa “bagno nella foresta”, ma non c'entra con il bagno. Si tratta di una immersione per “respirare l’atmosfera del bosco”. E gli scienziati giapponesi ne hanno studiato gli effetti psico-fisici, riconoscendone le conseguenze benefiche sull’organismo umano.

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